Forse l' autore si è rassegnato perchè non ha trovato nessun "sito" per denunciare il suo disappunto sulla superficialità, che già gli animi sensibili riconoscevano alle "abbuffate" di Natale. (Parigi 1870 )

Noi, dopo centoventisette anni, pubblichiamo la sua rassegnazione e siamo felici di sapere che lo spirito del Black Xmas è storicamente presente nei secoli.

 

NATALE RASSEGNATO

Natale! Natale! Ed io sempre sui libri a sognare.
Quanti giorni passati dall'ultimo Natale!
Come ogni dolore in cuore umano è passeggero.
No, io non piango più al vostro appello, campane.

Natale! triste Natale! I buoni cibi invano
il gas in bella mostra espone! piove, il cielo è nero
e nelle pozze d'acqua tremolano i fanali
che torce il vento, un vento di disperazione.

Nella melma e la pioggia si palpano le arance,
ristoranti e caffè nel baccano si affollano,
chi è che pensa all' eterno, la storia, il nostro fango?
Stanotte ognuno vuole essere allegro e satollo!

Mangiare ridere cantare, -e tutto è mistero!
Donde veniamo in questo vecchio mondo, e a che frutto?
siamo soli davvero? perché il Male, la Terra?
perché la stupida eternità? e tutto

Ma no! ma no, per la mischia umana a che vale?
L'illusione ci tiene!-e ci conduce al suo porto.
Parigi moritura dà tregua al suo sconforto
e verso i cieli eterni strombazza un altro Natale

Jules LAFORGUE

 

NOTE BIOGRAFICHE

Nato a Montevideo nel 1860, morto a Parigi nel 1887,

nella più squallida miseria

 

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