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"Il Giornale" 05 agosto 2007
 

Ai vigili del fuoco niente straordinari

di Stefano Vladovich

 

Niente soldi per i Vigili del fuoco capitolini. Oltre 400mila euro il debito della Regione Lazio con gli uomini del 115 impegnati notte e giorno nelle tre squadre «boschive» distaccate tra il litorale e i Castelli Romani. In attesa degli straordinari dal gennaio 2006, continuano a vigilare su parchi pubblici, pinete e riserve statali senza prendere un centesimo, con la speranza di essere pagati. Prima o poi. «A fine luglio ci hanno versato i primi 5 mesi del 2006 - spiegano -, con oltre un anno di ritardo e con le ritenute, però, aggiornate al 2007. Questo servizio lo svolgiamo in straordinario proprio per avere l’aumento di stipendio per mandare avanti le nostre famiglie». Sul campo in due turni di 12 ore a squadra, le tre boschive collegate alla sala operativa di via Genova sono distaccate a Castelfusano, nel territorio del Comune di Fiumicino e a La Rustica (per salvaguardare il parco dei Castelli). Un piano deciso all’indomani del maxi-rogo della pineta di Ostia del 4 luglio 2000.
«Abbiamo compiti di prevenzione, intervento, soccorso e polizia giudiziaria - raccontano dalle “boschive” -. Se dovessimo cogliere sul fatto un piromane, dovremmo bloccarlo con le manichette dell’acqua. Paradossale ma è così. In genere l’amministrazione regionale versa il denaro a 6 mesi dal servizio, ne passano altri due e, massimo 8 mesi, i soldi dovrebbero essere in busta paga. Dall’anno scorso non è più così e nessuno ci spiega perché. Molti si stanno ritirando dal servizio, altri vengono tagliati per risparmiare. Da una pianta organica di 5 unità a squadra per 24 ore al giorno, siamo diminuiti a 4 persone a squadra, in alcuni casi solo per mezza giornata. Come succede a Fiumicino nonostante la presenza dell’aeroporto e la copertura di un territorio enorme in cui non esiste un distaccamento dei vigili del fuoco». Stessa cosa, con alcune varianti, succede al personale del 115 impegnato nella «vigilanza» in teatri, stadi e arene. Rispetto alla «boschiva» questi pompieri ricevono i soldi dal privato che gestisce lo spettacolo. «Se i colleghi - continuano i vigili - impegnati nella lotta agli incendi di pinete e aree protette prendono 11 euro al lordo l’ora, noi 17 euro l’ora. In questo caso il ritardo nel pagamento sfiora i sei mesi, nonostante i soldi siano versati prima, tramite bollettino di conto-corrente, dell’evento stesso». Altri dati? Cento euro al giorno per ognuno dei 10 vigili di media in forza alle 3 squadre speciali, per 1000 euro di spesa complessiva giornaliera. È la somma sborsata per difendere l’immenso patrimonio verde (solo Castelfusano si estende su 1100 ettari). Niente in confronto alla spesa sostenuta, tanto per cominciare, per ricostruire le aree colpite. La polemica dei vigili del fuoco nei confronti dei volontari «civili» non è finita. «Spesso, quando si trovano di fronte a un rogo di una certa entità - concludono -, oltre a spegnere l’incendio li dobbiamo mettere in salvo. Da qualche tempo siamo anche incaricati del loro addestramento. La beffa? I volontari sono pagati subito dalla Regione Lazio, noi no».

 

Le associazioni di volontariato replicano ai pompieri

 

 

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