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COMUNICATO STAMPA del 31 agosto 2007

 

POCHISSIMI GLI INTERVENTI PREVENTIVI PER RIDURRE IL RISCHIO DEGLI INCENDI ATTUATI NELLA CAPITALE 
NON VIENE RISPETTATA  L'ORDINANZA DEL SINDACO DI ROMA.
UN PRIMO MONITORAGGIO EFFETTUATO DALL'OIKOS RIVELA  AREE PROTETTE, RISERVE NATURALI E PARCHI ABBANDONATI AL DEGRADO .
 

Un efficace sistema di prevenzione riduce in maniera considerevole il rischio degli incendi nei boschi e costituisce un serio baluardo alle numerose emergenze che si sono registrate negli ultimi giorni.
E' questa la "ricetta" che l'associazione del volontariato ambientalista e di protezione civile OIKOS, continua a proporre da anni. 
I cittadini romani  (e non solo) , però, continuano a fare orecchie da mercante  e non sembrano intenzionati a prendere in alcuna considerazione una misura così scontata da risultare impensabile.  Proprio come il proverbiale "uovo di Colombo" . 

A giugno il Sindaco Walter Veltroni, in verità, aveva varato una ordinanza (La numero 101 del 1 giugno 2007)  che indicava al primo giugno l'inizio del periodo di "grave pericolosità " per il rischio degli incendi nei boschi battendo sul tempo anche la Giunta regionale del Lazio che emetteva la sua ordinanza qualche giorno dopo. L'ordinanza veniva diffusa via internet sul sito dell'Ufficio Extra Diparntimentale di Protezione Civile del Comune e su manifesti (pochi in realtà) che venivano subito fagogitati dall'area metropolitana senza ottenere la necessaria visibilità.
A tale ordinanza il Campidoglio affidava il compito di informare i suoi cittadini sui comportamenti da seguire per scongiurare il rischio degli incendi .
E' il caso di ricordarne i punti salienti

- IL DIVIETO di tutte le azioni che possano arrecare pericolo mediato od immediato di incendi depositare o incendiare immondizie, abbruciare stoppie e altri residui di lavorazione, accendere fuochi per qualsivoglia finalità - barbacues, fuochi di artificio e di sagre paesane, fuochi di bivacco e di campeggi temporanei etc.) nelle zone boscate, in tutti i terreni condotti a coltura agraria, pascolivi o incolti ( sono circa 80.000 gli ettari del patrimonio silvo-pastorale di Roma) .

- L'OBBLIGO per tutti i proprietari o i responsabili a qualsiasi titolo di un fondo ( privati cittadini, enti pubblici e privati ) di perimetrare con solchi di aratro ( di almeno cinque metri) i terreni incolti, i terreni coltivati a cereali, i terreni confinati con boschi, di interrare le stoppie di terreni coltivati a cereali dopo il raccolto non oltre il 15 luglio, di ripulitura (con profondità di almeno cinque metri) della vegetazione erbacea o arbustiva di aree boscate confinanti con strade ed altre vie di transito e delle scarpate stradali, autostradali e ferroviarie .

Pochissime, però, sono state le azioni per rendere operative tali misure preventive .
L'associazione OIKOS che dal 9 agosto scorso è stata incaricata dall'Ufficio comunale di protezione civile di collaborare nelle attività di monitoraggio della campagna antincendio boschivo 2007 ha realizzata un prima mappa del rischio del territorio città e definisce "sconcertante" la situazione in città.
Sono, infatti, numerose le situazioni di degrado di aree naturali e parchi pubblici, la vegetazione arborea e arbustiva delle strade consolari e delle autostrade non è stata ancora sfalciata, completamente disattesa risulta, soprattutto la norma di interrare le stoppie dei fondi coltivati a cereali (tale procedura doveva essere ultimata entro il venti di luglio) .
Alcuni casi particolarmnete significativi : la Riserva Naturale di Decima Malafede, la Sughereta in via di Vallerano tra la via Pontina e la Laurentina, la Riserva Naturale della Marcigliana, Ia Tenuta  di Villa Massimi, alcuni tratti del Parco dell'Appia Antica, del Parco Archeologico Laurentino Acqua Acetosa, e della Riserva Statale del Litorale romano. Piuttosto inquietante è la condizione dell'area archeologica adiacente i resti della Villa Romana a Spinaceto, nel Dodicesmo Municipio, tra via Eroi di Cefalonia e la via Pontina, nei pressi del Centro Commerciale, che ogni giorno accoglie migliaia di cittadini. L'area, nonostante le segnalazioni continue della associazione, non viene ripulita da anni e i resti della villa della antica Roma, non sono più visibili, sepolti da arbusti e da ogni altra forma di immondizia.   " Non bisogna dimenticare - afferma  il segretario dell'OIKOS Alfonso D'Ippolito -  che una rete capillare di prevenzione diffusa nel territorio oltre a ridurre del 70% il rischio degli incendi scoraggia anche le azioni dolose e criminali ".
" Nei giorni scorsi avevamo già segnalato come la gravità degli incendi che hanno colpito molte zone della città fosse stata determinata dal mancato rispetto delle norme
preventive sancite dal Sindaco  Veltroni.  - afferma il presidente dell'OIKOS  Vincenzo Minissi " L'impegno di ridurre il rischio degli incendi boschivi, mediante operazioni di ripulitura coordinate e mirate, deve essere coniugato con una acccurata metodologia finalizzata alla sicurezza di tutto il territorio comunale, che deve veder coinvolte tutti coloro che hanno a cuore la qualità della vita nella città" .
L'OIKOS, nei prossimi giorni, prenderà contatti con i 19 gruppi territoriali della Polizia Municipale, con in Municipi e con le altre organizzazioni di volontariato che operano nel territorio comunale per conoscere le azioni che sono state messe in atto per rendere esecutiva l'ordinanza sindacale di prevenzione degli incendi boschivi.
L'obiettivo è, in primo luogo quello di predisporre, guardando soprattutto al  futuro, un piano di operazioni programmate di pulizia e di manutenzione silvoculturale (sono 60.000 gli ettari del territorio agro silvo pastorale del Comune di Roma, che è il comune agricolo più grande di Europa) che si trasformi in progetto permanente e specifico di tutela del patrimonio naturale e forestale dal rischio degli incendi.

 

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