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Communicato stampa dell'Oikos del 24 luglio 2007

 

INCENDI BOSCHIVI:  BISOGNA ROVESCIARE UNA MENTALITA’ BASATA SU 30 ANNI DI ERRORI, SPECULAZIONI, LEGGENDE METROPOLITANE

 

“Nel corso degli ultimi 30 anni i boschi italiani hanno cessato di essere una risorsa economica per le popolazioni rurali e sono diventati il simbolo della mentalità pseudo ecologista degli abitanti dei centri urbani inquinati e cementificati” E’ quanto scrive Vincenzo Minissi, presidente dell’associazione ambientalista di volontariato Oikos, che dal 1979 studia e combatte gli incendi boschivi in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato   “ Il risultato è che i boschi sono divenuti una terra di nessuno esposta agli attacchi di incendiari di ogni possibile categoria. Sarebbe da verificare quanto le enormi spese preventivate o effettuate per l’acquisto di tecnologie (che, a partire dai mezzi aerei si sono dimostrate totalmente inutili),  possano aver dato luogo ad appetiti pericolosi. Non è un caso che le regioni con maggiori spese nell’acquisto di tecnologie sofisticate, sono quelle in cui il numero degli incendi è aumentato a dismisura negli ultimi anni “.
E’ inaccettabile che in quest’ultimo ventennio nessuno si sia preoccupato di verificare seriamente cosa stava succedendo. In realtà in Italia, spegnere gli incendi invece di prevenirli ha fatto comodo a tutti .  Adesso è il momento di cambiare, a cominciare dai volontari, i cui sforzi nell’opera di spegnimento devono essere invece ridiretti nell’organizzazione di una capillare e vasta azione di bonifica delle zone a rischio, con la sistematica eliminazione della vegetazione erbacea secca che è l’unico veicolo attraverso il quale possono svilupparsi gli incendi.
Con un’ora di lavoro preventivo si mette al sicuro un ettaro di bosco . La stessa ora , impiegata nello spegnimento, produce risultati assolutamente risibili, ha costi molto elevati e comporta rischi per l’incolumità fisica delle persone.  In più, spendere i soldi per la prevenzione, elimina le tentazioni per coloro che, dall’opera di spegnimento possono trarre alcun tipo di vantaggio. Vogliamo finalmente cambiare registro  o dobbiamo continuare a lamentarci di una situazione che  la mentalità pseudo ecologista ha creato essa stessa per poi piangerci sopra, inventarsi leggende  metropolitane , incoraggiare ogni tipo di speculazione
?“

 

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