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 DOPO CINQUANTASEI GIORNI DI EMERGENZA CONTINUA  ACQUISTA TONI TRAGICI IL GIA' DRAMMATICO BILANCIO DELLA STAGIONE DEL FUOCO.   " MAI GLI INCENDI BOSCHIVI AVEVANO CAUSATO UN NUMERO COSI' ALTO DI VITTIME."
 LA DENUNCIA E LA PROPOSTA DELL'OIKOS : " CON FUOCO NON SI SCHERZA.  E' GIUNTO IL MOMENTO DI VOLTARE PAGINA ".
 

Fiamme in tutta Italia. Complici le condizioni meteorologiche l'intera nazione è  penalizzata da una emergenza che non sembra dar tregua. Sono cinquantasei giorni ininterrotti che le fiamme massacrano la Penisola, rischiando di portare l'Italia ancora una volta sull'orlo della catastrofe ecologica. Ma non è tutto. La stagione del fuoco ha fatto registrato un impennata anche nel numero delle vittime del fuoco. Sono finora ben 14 le  persone che hanno perso la vita a causa degli incendi. Non casi isolati, dunque.
Secondo i responsabili della associazione è questo un dato che dovrebbe far riflettere  e confermare una volta di più che con il fuoco non è il caso di scherzare.
In questa tragica estate la gravità della situazione è stata determinata dai problemi di sempre. La scarsa informazione iniziale, l'assenza assoluta di misure preventive sul territorio per scongiurare il rischio degli incendi, il panico dei cittadini davanti ai roghi con residence e case evacuate in tutta fretta, il patrimonio naturale sempre più depauperato da un sistema poco organizzato e costretto a segnare il passo, le istituzioni (Stato, Regioni , provincie e Comuni), messe alle corde dalle prime emergenze protagoniste di salaci minuetti d'accuse reciproche oppure di malriusciti tentativi di trasformare quello che era un palese fallimento in "piccole prove" che il sistema messo in atto in realtà funzionava.
Tutte "trovate" poco originali. Di certo, comunque, nuovi ingredienti che vanno ad aggiungersi alla succulenta ricetta che aveva portato negli anni passati a proporre in continuazione nuove risorse economiche sia per l'acquisto di inutili giocattolini del cielo che per l'impiego di personale specializzato soprattutto tra i vigili del fuoco, senza dimenticare la trovata propagandistica di qualche sindaco e organizzazione che ha proposto di mettere una "taglia sui piromani".

In tale contesto per l'associazione OIKOS, che da anni si occupa della previsione e prevenzione del rischio degli incendi boschivi, organizzando le più varie iniziative per la tutela e valorizzazione del patrimonio boschivo nazionale , riprende corpo e slancio una incontestabile certezza. E' giunta l'ora di voltare pagina. E per farlo, però, occorre acquisire ameno quattro dati di fondo

1 - Il fenomeno degli incendi boschivi va valutato in una prospettiva strategica di gestione delle risorse forestali e di riordino degli equilibri idrogeologici

2 - Occorre impegnare le risorse finora destinate allo spegnimento degli incendi e all'emergenza per mettere in atto azioni di cura dei boschi e delle aree verdi finalizzato a ridurre fortemente il rischio degli incendi . . Tale iniziativa, peraltro prevista quest'anno anche dal piano antincendio boschivo della Regione Lazio non risulta ancora attuata né da enti pubblici né da enti privati. Non bisogna dimenticare, infatti, che i boschi bruciano a causa soprattutto della incuria e del degrado che investe l'intero territorio nazionale.
Una adeguata messa in atto degli interventi preventivi previsti dalla legge è destinato a ridurre, infatti, del 70% l'insorgere di episodi incendio e di focolai.

3 - Non c'è alcun rapporto tra gli incendi boschivi e le elevate temperature estive . (d'estate, infatti, brucia anche in regioni dove le temperature non sono così elevate). L'autocombustione non può esistere nella realtà climatica della Penisola. Dietro l'incendio boschivo c'è, infatti. l'azione dell'uomo. E' oramai accertato che l'85% degli incendi boschivi è determinato dall'azione dolosa di maleintenzionati, che vanno definiti incendiari e non piromani ( i piromani - quelli cioè con accertata patologia psichiatrica - incidono sul fenomeno solo nell'ordine del 1%)

4 - La risposta agli attentati contro il patrimonio boschivo e naturale degli incendiari sta nella edificazione di un sistema capillare preventivo puntiforme diffuso a livello locale, programmati ed organizzati mediante specifici e rigorosi piani regionali, che faccia leva sulle attivazione di presidi territoriali periferici (con le risorse necessarie a sostenere 2 ore di volo di un Canadair si può allestire almeno un presidio antincendio attrezzatissimo operante 24 ore su 24 per quattro mesi) e sulle attività in chiave di controllo e pattugliamento del territorio che può essere esercitato sia dai militari in servizio di leva permanente  sia da giovani in servizio civile. mediante l'attuazione di specifici progetti di impegno locale .

 

 

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