I Volontari 2009 in Togo


 


 Silvia Masiero

JED Togo

24.12.2009 – 15.01.2010

Da tempo, dopo svariate esperienze di volontariato e di lavoro vero e proprio nel mondo developing, desideravo confrontarmi di persona con la complessa realtà dell’Africa subsahariana. A tal fine, approfittando del break invernale in corrispondenza delle feste natalizie, mi sono rivolta all’associazione JED, scelta inizialmente dettata dalle mie disponibilità di tempo e dai preziosi consigli del personale Oikos: tale staff si è dimostrato di grande ausilio nella mia preparazione al progetto, dandomi anche modo di incontrare, prima della partenza, il presidente dell’associazione, nel corso di un suo viaggio in Italia. JED opera nel difficile contesto del Togo, piccolo paese flagellato dalla povertà estrema (il 69.3% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno) e da una situazione politica che, dopo un lungo periodo ai limiti della dittatura, solo da pochi anni ha visto una lenta e talvolta incerta apertura verso i meccanismi democratici fondamentali. L’attività di JED, orientata alla creazione di opportunità culturali sul territorio ed alla cooperazione internazionale per lo sviluppo umano, adotta un approccio estremamente proattivo nei confronti di tale contesto.

Da dove iniziare? Il Togo è un turbinio di musica e colori… la cosiddetta Africa nera, a ben vedere, non è “nera” per nulla: le strade sono rosso fuoco; il mare, perennemente ingrossato dall’Arvattan, è di un blu intenso; i drappi con cui le donne portano i bambini sulla schiena sono di mille colori variopinti. Ogni luogo, dalla casa dove viviamo alle strade che percorriamo ammassati in macchina, è pervaso dalla vibrante e coinvolgente musica locale; le persone vociano forte, ballano e fanno un caos indescrivibile con tutto ciò che capita loro a tiro, dai clacson alle grandi maracas africane. Il mio amico Roberto ed io abbiamo una bella stanzetta in una casa di Lomè, la capitale del Togo, immersa nella terra rossissima; a casa ci intratteniamo spesso con i vicini ed i loro numerosi bambini, i quali giocano con i miei capelli per ore (avranno mai visto capelli castano chiaro prima?) e ingaggiano con noi feroci battaglie a pistola d'acqua. Il mio francese, piuttosto incerto quando sono arrivata qui, migliora a vista d'occhio, ed ogni istante è pervaso da tanta voglia di conoscere e di capire come vive e lavora questo popolo, così disperatamente povero e nel contempo così pieno di energia vitale…

Roberto ed io, al momento, siamo gli unici volontari presenti, e non partecipiamo ad un vero e proprio campo di lavoro: lavoriamo invece al Centre Artisanal di Forto, centro di produzione di manifatture locali ideato e creato su iniziativa di JED. La nostra giornata lavorativa coincide con quella dei lavoratori del centro: il lavoro si svolge dalle 8.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 17, e spesso si conclude con una bibita fresca, tutti insieme, al bar del quartiere. Ogni giorno, dalle mani dei ragazzi togolesi e dalle mie, vedo nascere i prodotti uno ad uno, rendendomi conto della complessità di lavorazioni simili con un'attrezzistica tanto limitata... Ogni giorno, ogni momento è buono per imparare una nuova tecnica di intaglio del legno, di pittura con la sabbia, di decorazione di un calebasse (zucche da intagliare, pitturare e decorare per ricavarne lampade.). La sera ceniamo presso la nostra casetta, aiutando il volontario JED a ciò preposto nella preparazione dei pasti: la cucina è ricca e particolare; numerose sono le specialità togolesi di cui ho appreso la preparazione in queste tre settimane… inoltre, spesso trascorriamo la serata con i nostri colleghi ed amici di JED, dai quali, nel corso di lunghe suonate di jambè, abbiamo imparato anche i rudimenti della musica e delle coinvolgenti danze locali! 

Sullo sfondo, il Togo, un Paese tanto piccolo che la scacchiera internazionale, puff, se lo dimentica, salvo dipingerne, nei rari momenti di attenzione mediatica, un semplicistico quadro a tinte fosche... ma il Togo dimenticato e flagellato dalla miseria non si arrende, va avanti con la sua musica pulsante, con il lavoro di fatica che inizia al primo sorgere del sole del mattino. La celebrazione di Capodanno, colorata e viva, e' durata tre giorni: credo che qui in Togo la festa, oltre al riunire le persone in sè e per sè, abbia un grande significato simbolico, un potere unificante che vede tutti a fare blocco comune contro una vita di povertà, difficoltà e disagio. E tra la miseria, la terra rossa e la musica onnipresente, ci sono anch'io... In un Paese ai limiti della dittatura, flagellato dalla miseria e dalle malattie tropicali, la development professional smarrita che ogni tanto mi ritrovo ad essere, posta di fronte a così tante sfide contemporaneamente, trova conforto nel calore delle persone, nell’amore che la loro forte musica ed i loro enormi sorrisi non finiscono mai di trasmettere.

Per finire, qualche parola per i volontari in partenza, o per chi sta considerando il Togo come possibile meta di un progetto di volontariato. JED, il suo presidente Yao, e i lavoratori del Centre di Forto costituiscono un network il cui supporto al volontario è estremo, da prima della partenza a tutti i momenti della permanenza sul campo: la regola di fondo è che i volontari, nella giornata lavorativa e nelle occasionali escursioni all’interno del paese, non si trovano mai da soli. Tutti sono estremamente attenti alle esigenze della singola persona, e qualsiasi problema che riguardi il gruppo viene affrontato tutti insieme: nell’organizzazione del lavoro vi è anche un momento espressamente dedicato a questo, ovvero una riunione gestionale - organizzativa a scadenza settimanale. Per gli italiani va detto, inoltre, che JED ha stretto un rapporto particolarmente forte con il nostro paese, il quale si sostanzia in solide relazioni con svariate ONLUS italiane e nella partecipazione ripetuta di più volontari, i quali, positivamente colpiti dalla loro prima esperienza, sono tornati in Togo a più riprese. Sulla base di questo, e dell’esperienza profonda e bellissima da me vissuta, non posso che consigliare fortemente di lavorare con JED, e resto a disposizione di chiunque desideri maggiori informazioni al riguardo. 


 


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