I Volontari in Nepal
Giulia Fringuelletti
- Tornata dal campo di lavoro in Nepal, a Bhorle dal 05/8 al 20/8 posso dire che l'esperienza è stata assolutamente positiva.
- I due ragazzi nepalesi che coordinavano i lavori si sono, infatti, rivelate persone con capacità organizzative che hanno saputo far procedere i lavori in modo efficiente, oltre ad essere sempre molto disponibili a spiegarci e a parlare in generale delle condizioni di vita della gente del paese.
- Il lavoro che abbiamo svolto spero potrà essere effettivamente utile agli abitanti di Bhorle, anche se personalmente credo che avremmo potuto lavorare di più: abbiamo infatti costruito 25 serre divise tra 5 campi, finite le quali avremmo potuto farne altre.
- Il mio giudizio è quindi ampiamente positivo anche se vorrei farvi due osservazioni:
- Ognuno di noi ha dato al RCDP 175$, una cifra enorme se moltiplicata per il numero dei partecipanti (10) e tenuto conto del basso costo della vita in Nepal.
Non siamo riusciti a sapere come questi soldi siano impiegati: le sementi costano al massimo l'equivalente di 900 £ a pacchetto; i teli di plastica con cui abbiamo coperto le serre non credo costino cifre astronomiche; gli attrezzi da lavoro che abbiamo usato erano della gente del villaggio (e quindi insufficienti, visto che ovviamente servivano anche a loro).
Quanto è stato dato alle famiglie che ci hanno ospitato?
Dove finiscono tutti questi soldi?
Ce lo siamo chiesti anche con un po' di preoccupazione visto che il responsabile del RCDP a cui abbiamo dato i soldi (Barat) non c’è sembrata una persona esattamente trasparente (voleva tra l'altro farci pagare 50$ (!) per visitare il parco di chitwan).
Se voi riuscite a scoprire qualcosa di più chiaro ve ne sarei grata.
- ora un'osservazione riguardante il vostro sito: dovete essere molto più chiari!
Premesso che tutti noi ci siamo adattati senza alcun problema alle condizioni di vita di Bhorle (anzi, vivere con loro è stata un'esperienza straordinaria) non è detto che in futuro tutti i volontari siano disposti ad adattarsi come noi!
Dovete specificare che si vivrà senza elettricità, senza fogne, bagni, docce, gas eccetera, non basta dire che sono improbabili sistemazioni lussuose (che per altro nessuno si aspetta, credo).
In ogni modo nel complesso è stata un'esperienza bellissima, da ripetere.
Stefano Toricini
- Sono Stefano Toricini,vi descriverò sommariamente la mia esperienza con l'RCDP del Novembre 2002.
- Il progetto di Riforestazione a Rampur, iniziato il 14 Novembre mi è sembrato ben progettato nel suo complesso, o meglio nella sua idea fondamentale: Insegnare alle "comunità forestali" un corretto sfruttamento delle risorse naturali senza necessariamente distruggerle.
Premesso questo, l'attuazzione del progetto e la sua organizzazzione sono risultate scadenti per i seguenti motivi:
- 1) I nostri refenti nepalesi dell'RCDP erano restii a fornirci spiegazioni sulle modalità del lavoro e sulle sue finalità(praticamente le informazioni le abbiamo "Estorte"). In conclusione se qualcuno avesse intenzione di fare un'esperienza del genere sappia che,dal punto di vista lavorativo, avrà l'intenzione che il suo lavoro sia stato inutile e inconcludente.
- 2) Il responsabile del progetto, Barat, non è una di quelle persone "Trasparenti" quali ci si aspetta da un membro di una ONG. La gestione dei fondi, cospicui(175$), che ogni singolo partecipante metteva a disposizione, non mi è sembrata essere utilizzata nel migliore dei modi, semplicemente perchè ogni singola famiglia ospitante di Rampur riceveva appena 40 dollari circa e il resto dei soldi certamente non
- finiva nelle mani della comunità visto che gli attrezzi utilizzati provenivano dalle famiglie e i costi di gestione delle attività(sementi, semi etc..) erano e sono molto bassi.
- Anche se a prima vista quest'ultimo non sembra un problema fondamentale per un campo di lavoro, ci tengo a sottolinearlo perchè ho già lavorato in Nepal con
- altre persone e associazioni, di cui non farò il nome,che per molto meno (ma molto meno) tengono in piedi progetti di gran lunga più edificanti e fruttuosi.
- Persone in questione sono talmente coinvolte ed entusiaste del loro operato quotidiano, che riescono a trasmetterti una energia e una fiducia senza pari,
- mentre quando hai finito di parlare con Barat o qualcun'altro dell'RCDP pensi che la sua fiducia di sollevare una triste situazione, come quella nepalese, sia finita nei suoi vestiti all'occidentale o nella sua moto, o nel suo modo di fare così "ambiguo".
- Questa realtà purtroppo rischia di offuscare molti vantaggi che ha una esperienza di questo tipo: imparare molto da un mondo così diverso, necessario per ogni uomo che voglia avere dentro di sè sentimenti come la tolleranza, l'integrazione, il piacere di conoscere la bellezza del "Diverso"