I Volontari in Armenia
- Eccomi di ritorno dal campo in Armenia , per la precisione dal campo archeologico presso il tempio di Garni, gestito dall'associazione HUJ . Sicuramente una bella esperienza! Sebbene l' associazione ospitante si è dimostrata un po' improvvisata e a volte poco attenta a una perfetta realizzazione del campo.
- Lavoravamo solo 3 ore al giorno (che sebbene facesse caldo, era comunque poco).
- Il lavoro era molto interessante grazie anche alla presenza di due archeologi locali.
- Un altro problema era la presenza di gruppi linguistici nel campo.
- Eravamo in tutto 22 persone , 7 Armeni (dei quali alcuni non conoscevano l' inglese!) , 6 francesi, altri europei, e una ragazza giapponese.
- Diciamo che sarebbe meglio che l'HUJ adottasse un sistema per evitare così grossi gruppi nazionali: si sa un campo funziona se si crea un ambiente in cui tutti capiscano la stessa lingua (inglese per il campo garni).
- Consentendo l' iscrizione così numerosa si pone la base per forti gruppi che parlano la propria lingua durante il campo.
- Comunque a parte questa precauzione, i volontari armeni non erano per niente selezionati, diciamo che si è creata una situazione di scontro tra europei e armeni.
- Il motivo era la poca partecipazione di questi al lavoro archeologico.
- A fine campo, durante una visita del presidente dell'HUJ, c'è stato un grosso litigio proprio per questo motivo.
- Il camp leader, che non partecipava ai lavori , pare non si fosse accorto del problema.
- Tutto questo per dire che a fine campo l' integrazione tra stranieri e armeni non si era creata per niente, decretando in un certo senso un fallimento di un obiettivo primario del campo: l'integrazione.
- Tutte queste perplessità le ho esposte al presidente dell'HUJ durante la sua visita., il quale si diceva stranito di tutti questi problemi nel campo.
- Comunque nonostante queste vicissitudini, è stato un mese (quasi) che mi ha arricchito da tutti i punti di vista, e un 'esperienza che di sicuro rifarei!