| APPELLO PER LA DIFESA DEI BOSCHI ITALIANI |

  google_ad_client = "pub-6586622688973295"; google_ad_width = 728; google_ad_height = 15; google_ad_format = "728x15_0ads_al_s"; //2007-05-20: FirstPageLinkBottom, BannerSearch google_ad_channel = "5336633083+2628557930"; google_color_border = "FFFFFF"; google_color_bg = "FFFFFF"; google_color_link = "F2984C"; google_color_text = "000033"; google_color_url = "008000"; //-->

 
 

 

Quello che segue è il testo di un appello rivolto al governo affinché vengano prese delle misure concrete per arrestare la distruzione ulteriore del patrimonio forestale italiano. I rappresentanti di associazioni, enti, istituti di ricerca, università, scuole, comunità, ecc. che siano interessati al problema, possono sottoscrivere il documento inviando una mail all'indirizzo oikos@oikos.org indicando il proprio nome, l’ente di appartenenza e il ruolo ricoperto (ad. es., presidente, segretario, ecc.).
Nel subject della mail scrivere: adesione appello boschi 

 

 

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro delle Risorse Agricole e Forestali
Al Ministro dell’Ambiente
Al Ministro della Funzione Pubblica

 

APPELLO PER UNA NUOVA POLITICA IN DIFESA DEI BOSCHI ITALIANI

 

Ancora una volta, nell’estate 2001, abbiamo assistito alle devastazioni arrecate dagli incendi al patrimonio boschivo della nazione senza che la nuova legge approvata alla fine della precedente legislatura abbia portato ad una riduzione del fenomeno.

Ciò conduce a ritenere che non sia possibile fermare la mano degli incendiari unicamente attraverso azioni di polizia, date le caratteristiche peculiari del reato di incendio boschivo, in particolare per quanto riguarda l’estrema difficoltà di individuazione dei colpevoli.

E’ altrettanto evidente che l’impegno di uomini e tecnologie per gli interventi di spegnimento, si è rivelato totalmente fallimentare. In alcuni casi esistono dati statistici che evidenziano una proporzionalità diretta tra incremento della spesa pubblica e aumento della frequenza degli incendi.

In realtà l’unico fattore costante, negli ultimi vent’anni, è riscontrabile in una progressiva marginalizzazione economica, sociale e scientifico-culturale dei boschi italiani.

Sempre più ridotta la loro funzione di fornitori di energia rinnovabile, trascurata la loro funzione nell’equilibrio idrogeologico, sconvolta l’identità sociologica delle popolazioni ad essi legate, i boschi hanno assunto sempre di più il ruolo di ‘elemento decorativo’ in un paesaggio agro-silvo-pastorale selvaggiamente intersecato dagli insediamenti umani e dalle loro infrastrutture.

Conseguentemente è stato, di fatto, abbandonato ogni intervento colturale che ne sostenesse la conservazione e lo sviluppo lasciando il posto a politiche ambientaliste di facciata tendenti ad un conservazionismo immobilista inadatto e dannoso per la maggior parte delle tipologie forestali italiane.

Proprietari e gestori dei boschi sono stati abbandonati ad un antiquato e burocratico sistema di controllo che ha ostacolato seriamente persino l’accesso alle risorse internazionali in tema di gestione forestale sostenibile.

Parallelamente, per cercare di contenere gli effetti devastanti del progressivo aumento degli incendi, abbiamo assistito allo sviluppo di un’economia incontrollata basata su forme atipiche di prestazione lavorativa e vendita di tecnologie non sufficientemente sperimentate, e tutto ciò ha evidentemente favorito lo stabilirsi di situazioni che traggono profitto dal fenomeno degli incendi boschivi.

L’organismo principale che poteva contrastare tali aberrazioni, il Corpo Forestale dello Stato, è stato emarginato ed impoverito, sino al tentativo di ridurlo al ruolo di polizia locale cancellandone la storia, la professionalità e l’acclarato valore tecnico-scientifico dei suoi quadri.

Nella condizione attuale, appare irrilevante qualsiasi intervento tecnico legislativo che non rovesci completamente le succitate condizioni , mentre è necessario iniziare un lungo lavoro che riconduca le problematiche forestali in un’ottica globale di riequilibrio dell’ecosistema inserito all’interno di un moderno quadro di sviluppo economico .

 

I firmatari del presente appello si rivolgono, pertanto, alle SV affinchè nelle future azioni di governo:

 

  1. Vengano eliminate tutte le prospettive di guadagno, occupazione o investimento legati all’opera di spegnimento degli IB

  2. Siano incentivate, nel rispetto della biodiversità, tutte le attività che arrechino benessere alle popolazioni locali in conseguenza dell’utilizzo (boschivo, zootecnico, turistico, frutticolo, ecc.) della risorsa forestale in quanto sistema produttivo di rilevanza economico sociale.

  3. Sia sostenuto il Corpo Forestale dello Stato in quanto organismo tecnico nazionale di polizia giudiziaria, ne sia potenziato l’organico, la professionalità e sia chiaramente stabilita la priorità delle sue competenze nella gestione ordinaria e straordinaria del patrimonio forestale italiano.

  4. Venga impiegato il volontariato principalmente in compiti di prevenzione, quali campagne informative, pulizia periodica e sistematica delle aree a rischio, sorveglianza e partecipazione alle campagne educative e informative.

  5. Siano promossi investimenti e forme d’impiego mirate a gestire la risorsa boschiva durante l’intera durata del suo ciclo vitale, con l’esplicito intento di favorire settori sociali, economici e tecnico scientifici che traggano stabili benefici dalla conservazione vitale dei boschi.

 

 

Vincenzo Minissi - presidente associazione OIKOS

Stefano Zuppello - coordinatore nazionale Verdi Ambiente e Società

Marco Baldi - Responsabile area Ambiente e Territorio Fondazione Censis

Luca Ramacci  - direttore Lexambiente.com

Fabrizio Vincenti - presidente Fare Verde

Marcello Marian - presidente A.N.E.D.C. (associazione nazionale enti demanio collettivo) e A.R.U.A.L. (Associazione regionale Università Agrarie Lazio)

Caterina Tanzella Presidente Coordinamento delle organizzazioni di volontariato della provincia di Padova

Marco Piombo - Consigliere Ente Parco del Beigua

Danilo Scipio - dirigente centrale UGL Corpo Forestale dello Stato

Sanzio Baldini - Presidente U.N.I.F. (Unione Nazionale Istituti Forestali)

Davide Pettenella - professore associato - Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali Università di Padova

Cristina Tabano - direttore Ufficio legale CODACONS (Coordinamento associazioni difesa ambiente e diritti degli utenti e consumatori )

Piergiorgio Cortesi - dirigente centrale CISL Corpo forestale dello Stato

Pierluigi Ferrari - Presidente Federforeste (Unione italiana delle Comunità forestali)

Ennio Palladini - Presidente SAPECOFS (Sindacato autonomo personale del Corpo forestale dello Stato)

Desideria Pasolini Dall'Onda - Presidente ITALIA NOSTRA

Raffaele Rigato presidente FSC Italia (Forest Stewardship Council)

Giuseppe Scarascia Mugnozza presidente SISEF (Società italiana di selvicoltura e Ecologia Forestale)

Umberto Bagnaresi - Direttore della Rivista MONTI E BOSCHI

 

 

 

Home Oikos | Ecologia della Mente | Ambiente e Natura | Ecologia della Politica