"Il
Giornale"
12 dicembre 2008
Roma Cronaca, pagina 47
L'Oikos: "Da dieci anni non si fa manutenzione di tombini e
canali di flusso delle acque"
«Basta
una perturbazuione atmosferica per mettere il territorio in
ginocchio e far temere disastri e sciagure». Lo denuncia il
segretario dell'organizzazione Oikos e membro
dell'Osservatorio Regionale del Lazio del volontariato,
Alfonso D'Ippolito. «Continuamo a vivere in condizioni da
Terzo Mondo - sottolinea l'esponente ambientalista - con
uffici di protezione civile che non sono altro che scatole
vuote e che non possono far altro che mettere in piedi unitą
di crisi e sale operative che, invece di portare benefici,
possono solo verificare catastrofi». Secondo i responsabili
dell'associazione, oltre al dissesto idrogeologico di cui č
vittima da tempo il territorio, bisogna chiamare in causa i
piani di gestione del territorio e la scarsitą di risorse che
la Regione Lazio affida ai Comuni per i piani di Protezione
civile. «Sono anni che insistiamo sulla necessitą della
prevenzione - prosegue D'Ippolito - . Ma tale attivitą
purtropo si limita solo alla dichiarazione dello stato di
allerta. Non č mandando centinaia di fax che si risolvono i
problemi» . «Le risorse su cui conta il Comune di Roma nel
settore della protezione civile - interviene il presidente
Vincenzo Minissi - č assolutamente inadeguata au bisogni e
alla cura di un territorio che č piuttosto eterogeneo e
complesso, a differenza di altri comuni limitrofi.» Gli
ambientalisti ricordanoche da oltre dieci anni non č stato
fatto assolutamente nulla, segnalando anche colpevoli ritardi
negli interventi di manutenzione di caditoie, tombini e canali
di deflusso delle acque piovane adiacenti le sedi stradali e
propongono un sistema di gestione del territorio decentrato,
coordinato con i municipi, le organizzazioni di volontariato e
i comitati di quartiere, che si occupi di monitorare
capillarmente le aree e di ridurre quindi i rischi.
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