LA LEGGE DEL CINGHIALE



Una città ostaggio di burocrati disonesti e prepotenti

Non era niente, solo un giovane cinghiale che si era smarrito tra i palazzi di Spinaceto. La gente, dopo la prima sorpresa si era affezionata al cucciolone, gli dava da mangiare, soprattutto i bambini, affascinati dal vedere qualcosa  di selvaggio da vicino invece che sugli schermi elettronici. Da due settimane ci rivolgevamo a tutti gli uffici pubblici per catturare l'animale e restituirlo ad un habitat più idoneo mentre spiegavamo ai cittadini che, seppur grazioso come un cagnolino, l'animale non poteva restare. Ognuno scaricava il compito su un altro ufficio.
Ci ha pensato un poliziotto che gli ha sparato. Ci dispiace per lui. Chissà cosa gli è passato per la mente. Si è giustificato dicendo che 'lo aveva caricato'. Sarebbe bastata una gabbia con qualche mela dentro, e Vince (questo il nome che avevamo dato al cucciolone) ci sarebbe entrato e adesso potrebbe continuare a vivere dopo la piccola lezione di convivenza tra la natura selvaggia e  la vita di città che, involontariamente, ci aveva fornito.  Nessuno, degli uffici pubblici che dovevano occuparsi del problema, si era minimamente impegnato a risolverlo.

In questi giorni il commissario Tronca cerca disperatamente forze di polizia per sgomberare gli edifici comunali non in regola con gli affitti. In moltissimi casi le associazioni sotto sfratto dimostrano come abbiano fatto richiesta di voler pagare il dovuto ma che gli uffici comunali non davano mai risposte. C'è di più dietro tutto questo. Qualcosa che Tronca non può non sapere. E comunque la sua risposta è chiedere l'intervento della Polizia, non di denunciare alla magistratura i funzionari comunali che non hanno compiuto il loro dovere regolarizzando chi ne aveva diritto mentre lasciavano indisturbate le coop di Mafia Capitale. Speriamo che la forze dell'ordine che Tronca invoca  per sfrattare chi occupa, per fini sociali, il patrimonio comunale non applichino la 'legge del cinghiale' verso chi  nei quartieri, nei parchi, tra le persone che soffrono chiede solo di poter continuare a lavorare per il benessere della collettività. Come, senza saperlo, faceva il giovane cinghiale.


I volontari dell'OIKOS


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