Un Bosco per la Città

Intervento di recupero a verde naturale di aree degradate urbane,suburbane e periurbane

Azione di rimboschimento 1-15 settembre 1994

Spinaceto, Parco Campagna Est

 

Le note che seguono costituiscono appunti "sul campo" relativi ad un intervento sperimentale compiuto nel Parco Campagna di Spinaceto con l'intervento di volontari europei, grazie ad un progetto di scambi realizzato con il supporto del Ministero Affari Esteri, Agenzia Italia, progetto "Gioventù per l'Europa".

È l’inizio di un più ampio progetto d’interventi per il recupero ambientale di aree degradate ai fini della ricostituzione delle formazione boscate un tempo presenti a Roma e nell’Agro. L’Oikos sta elaborando nei dettagli una proposta estesa a tutti gli Enti che intendano recepire in maniera corretta le direttive internazionali in materia di riforestazione delle aree sottoposte a rischio di desertificazione o comunque a perdite significative della fertilità e produttività dei suoli agro-silvo-pastorali. La novità del progetto in questione, rispetto agli usuali interventi di rimboschimento riguarda sostanzialmente due aspetti. Il primo è l’utilizzo di specie autoctone provenienti da vivai forestali autorizzati. In tal modo si preserva il pool genetico del patrimonio forestale originario , si ricrea il paesaggio naturale e si riducono le cure colturali dato l’alto livello di adattabilità e resistenza agli agenti fitopatologici. Il secondo aspetto riguarda la penetrazione degli interventi di rimboschimento all’interno delle aree suburbane, ottenendo, contestualmente all’azione strategica di risanamento ambientale, aree verdi fruibili in tempi brevi dalle popolazioni residenti. È ovvio che per ottenere a pieno tale obiettivo, si sono dovute studiare soluzioni compatibili sia per le esigenze delle piante (assai delicate nei primi anni di vita) che per quelle della popolazione residente che, molto spesso è abituata all’idea di un'immediata fruizione del verde. D’altra parte l’impianto di essenze relativamente giovani, oltre ad abbattere enormemente i costi di impianto, garantisce il perfetto attecchimento e la successiva evoluzione delle piante, e questo, alla luce della situazione disastrosa della vegetazione arborea romana e alla scarsità di risorse economiche atte a fronteggiarla, dovrebbe convincere i pubblici amministratori della efficacia della suddetta strategia.

 

Scopo dell’intervento

 L’intervento mira al recupero di aree degradate o destinate a produzioni agricole marginali al fine di riscostituire un consistente patrimonio arboreo sul territorio del Comune di Roma. In tale ottica il verde suburbano o agreste assolve non soltanto a funzioni di elemento paesaggistico bensì acquista un ruolo equilibratore di ecosistemi a rischio. Sostanzialmente gli interventi di riforestazione in prossimità dei grandi centri urbani possono svolgere le seguenti funzioni:

1- Conservazione dei suoli attraverso il contrasto dell’azione di dilavamento e erosione ad opera degli agenti atmosferici. 

2- Risanamento del dissesto idrogeologico per effetto dell’azione drenante e contenitrice degli apparati radicali. 

3- Assorbimento parziale delle emissioni di CO2. 

4- Effetti equilibratori del microclima attraverso l’aumento dell’umidità, il raffreddamento degli strati bassi dell’atmosfera, il contenimento dei venti, l’equilibrio nella localizzazione delle precipitazioni. 

5- Creazione di nicchie ecologiche per specie faunistiche antagonistiche di animali "indesiderati" ( Rapaci diurni e notturni, Mustelidi, Mammiferi e Uccelli insettivori) 

6- Creazione di ambienti utilizzabili dalla cittadinanza per attività di svago, sport e ricreazione di tipo naturalistico senza l’obbligo di lunghi spostamenti in aree extraurbane.

7- Funzioni didattico educative sul rispetto dell’ambiente naturale rivolte alle giovani generazioni.

 

Metodologia dell’intervento

 È stata scelta un’area di circa 3000 mt. quadri all’interno di un Parco pubblico suburbano (il Parco Campagna di Spinaceto). L’area era priva di vegetazione arborea o cespugliosa, con terreno siliceo di varia tessitura fortemente costipato e con presenza di materiale pietroso porfidico asportato da altri siti in epoca antecedente agli anni 60.

L’intervento si è basato sull’utilizzo di specie autoctone che possiedono, conseguentemente, tutti i meccanismi di adattabilità alle condizioni geo pedologiche e climatiche delle aree in cui vengono impiantate. Nel Parco Campagna di Spinaceto sono state utilizzate essenze tipiche della Macchia mediterranea laziale, con caratteristiche di adattamento alla scarsa piovosità estiva resistenza all’impatto antropico (pascolo, calpestio, incendi) competitive con le specie erbacee infestanti e resistenti agli agenti fitopatologici. Conseguentemente i costi di impianto e manutenzione risultano di gran lunga inferiori rispetto a quelli necessari per specie esotiche o, comunque non spontaneamente adattate ai luoghi di riforestazione.

 

 Tecnica di impianto

 Nel caso di Spinaceto è stata utilizzata la mototrivellazione di buche di diametro variabile tra i 20 e i 60 cm. e di profondità variabile tra i 35 e i 60 cm. Sono state impiantate specie forestali di dimensioni variabili tra i 30 e i 250 cm. di altezza, allo scopo di garantire sia attecchimenti ottimali più probabili con piante giovani, sia risultati visivi immediati (necessari in quanto l’area prescelta si trova all’interno di un parco pubblico). Essendo stato l’impianto realizzato in epoca non ottimale si è provveduto ad irrigazione profonda delle buche mediante motopompa abitualmente utilizzata per la lotta contro gli incendi boschivi.

  

Protezione dell’impianto

Allo scopo di limitare la moria delle giovani piante ad opera di calpestio e traffico veicolare (illecito ma, tuttavia usuale date le scarse protezioni agli accessi del Parco), si è installata una bassa recinzione di tipo "simbolico", fatta con pali di legno piantati a 30 cm. ca. di profondità ad una distanza di 5 mt., sporgenti per 40 cm. ca. , trattati alle estremità con bitume che sorreggono un filo metallico plastificato di colore verde sul quale sono stati posti, per i primi tempi strisce rossobianche al fine di segnalarne la presenza a passanti distratti. L’area è stata, con la stessa recinzione, divisa in due da un sentiero leggermente sinuoso al fine di prefigurarne la fruizione quando lo sviluppo della vegetazione sarà più avanzato.

Sono stati apposti cartelli indicatori e una tabella che indica le specie utilizzate. Il contatto verbale con i fruitori del Parco ne ha permesso un coinvolgimento nel lavoro di informazione e sorveglianza su eventuali atti vandalici.

 

Reazioni della popolazione residente

L’area in questione è collocata sotto alcuni palazzi di edilizia residenziale intensiva, conseguentemente, viene usata quasi "privatamente" per passeggiate, giochi dei bambini, raccolta di erbe e funghi ecc. Era possibile prefigurare una forma di insofferenza ad un intervento di recinzione e di trasformazione del luogo da prato a boscaglia. In realtà si è verificato un concorso spontaneo di collaborazione, anche sul piano manuale, accentuato dal fatto che a svolgere il lavoro fosse un’associazione di volontariato che realizzava i lavori a proprie spese. Per ragioni organizzative la fase del progetto che comportava un contatto programmato con gli abitanti è stata completamente tralasciata. Tuttavia il contatto diretto, favorito dalla stagione favorevole, con i fruitori del Parco ha svolto egregiamente la funzione di consultazione, sempre, a nostro giudizio, estremamente necessaria. Se si considera che circa trecento persone sono transitate nell’area ove si realizzava l’impianto e che ai dubbiosi sono stati forniti argomenti ovvi che li hanno ampiamente rassicurati, il contatto sociale con i residenti può essere valutato come ampiamente positivo.

 

Elenco delle specie forestali impiantate:

Quercus suber - Sughera - FAGACEE

Quercus ilex - Leccio - FAGACEE

Arbutus unedo - Corbezzolo - ERICACEE

Myrtus communis - Mirto - MIRTACEE

Pistacia lentiscus - Lentisco - ANACARDIACEE

Rhamnus alaternus - Alaterno - RAMNACEE

Phyllirea latifolia e angustifolia - Fillirea - OLEACEE

Viburnum tinus - Laurotino - CAPRIFOLIACEE

 

 SEGUITO DELL'INTERVENTO

-1995-

Aprile: taglio e asportazione della vegetazione erbacea

Maggio: taglio e asportazione della vegetazione erbacea

Luglio: 2 interventi di irrigazione con uso dei moduli antincendio

Settembre: Sarchiatura, concimazione con letame ovino

Ottobre: taglio e asportazione della vegetazione erbacea

Novembre: potatura e verifica della mortalità (O.2 %)

 

- 1996-

Marzo: taglio della vegetazione erbacea

Maggio: taglio e asportazione della vegetazione erbacea

Giugno: taglio e asportazione della vegetazione erbacea

Luglio: Intervento di irrigazione parziale con moduli antincendio

Ottobre: taglio della vegetazione erbacea. Concimazione con letame ovino decomposto delle essenze sofferenti. Verifica della mortalità complessiva dall'impianto (0.5 %). Impianto di nuove specie per l'incremento della varietà genetica. Sono state messe a dimora venti esemplari compresi nelle seguenti specie: Chamaerops humilis (Palma nana); Rosmarinus officinalis (Rosmarino) Crataegus monogyna (Biancospino) ; Euonymus europaeus (fusaggine); Juniperus phoenicea (Sabina); Coronilla juncea (coronilla) .Alla fine del mese di Novembre 1996 in seguito a convenzione con il Comune di Roma, l'intervento è stato  ampliato con la riforestazione di un'area attigua con la stessa metodologia generale ma riducendo la protezione a soli paletti segnaletici e utilizzando piante con età superiore di 1-2 anni per migliorare la competizione con le specie erbacee e ridurre la frequenza di taglio di queste ultime. E' in programmazione la messa a dimora di specie erbacee protette quali il Narcissus poeticus e la Sternbergia lutea, attualmente allevati presso l'Oikos in attesa di reintroduzione in aree protette.

1997-98-99

L'intervento di ampliamento è fallito dato che il Comune di Roma non ha effettuato lo sfalcio dell'erba, come previsto. Inoltre non ha ancora erogato il contributo pattuito per ragioni oscure. La prima parte del rimboschimento, sta procedendo verso una buona crescita, sebbene si rendano necessari interventi tesi ad aumentare il numero delle piante per rendere più folta la vegetazione e ridurre gli interventi di sfalcio.   

Se siete interessati ad azioni simili in altre aree con le stesse caratteristiche, contattateci e cercheremo di fornirvi tutta l'assistenza richiesta

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