Parco di Decima Malafede

 

Confini

Situato nella zona sud ovest del Comune di Roma, è accessibile dalla Via Pontina che ne delimita il lato occidentale. Il lato settentrionale corrisponde, pressappoco , al segmento del GRA compreso tra la Via Pontina e la Via Laurentina, quello orientale corre irregolarmente lungo gli abitati di Trigoria e Montemigliore, e il suo confine meridionale coincide con il territorio del Comune di Pomezia. La Macchia della Capocotta, compresa nei limiti del Parco, si trova sul lato ovest della Via Pontina, tra Castel Romano e Pomezia, così come l’area compresa nella Valle del Risaro, il cui confine meridionale corre lungo la tenuta di Castel Porziano e quello occidentale è limitato dalla Via C Colombo.


 


Storia

La zona presenta tracce di insediamenti paleolitici, indicati dalla presenza di numerosi microliti del tipo pontiniano , caratterizzati dalla tecnica tipica del periodo musteriano applicata a frammenti di selce di dimensioni più piccole di quelle che si osservano abitualmente. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce insediamenti dell’Età del Bronzo in località Castel di Decima. Durante l’epoca romana , l’area era completamente colonizzata, e numerose ville romane, nonché le tracce di aratro sul terreno tufaceo, rivelano un’intensa attività agricola in un periodo che arriva siano al IV secolo d.C. Nel Medioevo, il dercremento demografico dell’Urbe e il conseguente calo della necessità di approvvigionamenti alimentari, portò all’abbandono dell’area, perdipiù malarica, a causa della presenza di numerosi corsi d’acqua. Successive presenze si possono identificare nelle torri di Decima e S.Ferdinando, originariamente utilizzate (1600) come torri di avvistamento militare e, successivamente, come casali agricoli. L’abbandono dell’area portò, nei secoli alla formazione di una ricca foresta planiziaria tipicamente mediterranea che si estendeva sino al mare, intervallata da vegetazione mesofila ed igrofila. La parte occidentale di questa foresta, rappresenta. attualmente, i complessi di Castel Porziano e Castel Fusano. Questi, costituenti la riserva di caccia dei Reali d’Italia e, successivamente della Presidenza della Repubblica (Castel Fusano è stato ceduto al Comune di Roma) , mantengono inalterate le caratteristiche di bosco d’alto fusto, mentre le aree boscate assumono, per la maggior parte, l’aspetto di cedui e garighe, intervallati dalle zone agricole recuperate in questo secolo a seguito di interventi di bonifica e deforestazione sistematica effettuati dagli anni 30 in poi. Nelle località di Tor De’ Cenci e Trigoria, negli anni del dopoguerra si sono sviluppate le tipiche borgate abusive costruite dagli operai edili che lavoravano nei cantieri del boom edilizio romano, e tra il 60 e il 70, gli insediamenti di Spinaceto e Tre Pini, nonché un dilagante abusivismo intorno a Trigoria, coprivano buona parte dell’area di cemento.
Nel 1979 l’Oikos formulò la prima proposta di Parco, iniziò regolarmente un presidio estivo contro gli incendi boschivi, realizzando in seguito, con la Provincia e il Comune di Roma, pubblicazioni, mostre ed iniziative atte a promuovere l’area.
Partecipò alla stesura delle prime perimetrazioni che, a causa degli appetiti speculativi presenti nell’area, subì numerose trasformazioni. L’istituzione del Parco, di fatto, è avvenuta nel 1998.

 

Flora

Nell’area sono presenti le fitocenosi tipiche della zona planiziare laziale, differenziata dal progressivo passaggio della macchia mediterranea sempreverde a Leccio, Mirto, Corbezzolo, Erica, Fillirea, Alaterno, Cisto, Laurotino, Erica , Lentisco, Ginestre, Osiride, Ginepro, (quest’ultimo, limitato alla specie J. communis e in numero limitato di esemplari localizzati, probabilmente a causa degli incendi), varie specie di Asparago e Lonicera, seguita da formazioni miste e mesofile a Roverella, Cerro, Farnetto, Carpino, Orniello, Corniolo, Nocciolo, Olmo, ecc. tali formazioni sono intervallate da residui di vegetazione igrofila, a Ontano e Salice, e da formazioni prative che ospitano una estesa varietà di specie erbacee. La Sughera è presente con esemplari localizzati e con una formazione, in alcuni tratti monotipica, probabilmente piantata dall’uomo, lungo la Via di Vallerano (parte di questa è stata distrutta da insediamenti abitativi realizzati dall’aeronautica militare). La flora micologica è numerosa ed interessante, seppure le specie eduli hanno subito prelievi talmente massicci da determinarne la scomparsa quasi totale negli ultimi dieci anni.

 

Fauna

La presenza della vicina Tenuta di Castel Porziano (dalla quale, sino a pochi anni fa, era possibile per molte specie sconfinare dalla recinzione e utilizzando brevi sottopassi raggiungere le vicine formazioni boscate di Decima e Trigoria), la relativa inaccessibilità della zona e lo scarso interesse turistico che i Romani le hanno dedicato in passato, hanno permesso la conservazione di una varietà faunistica estremamente interessante. Ecco di seguito l’elenco dei Vertebrati (sono esclusi i Pesci, dato che parecchie specie sono state introdotte arbitrariamente in fossi e stagni)

ANFIBI RETTILI UCCELLI MAMMIFERI

 


ANFIBI

Urodeli

Salamandridi

Tritone Crestato (Triturus cristatus )

Anuri

Bombinidi

Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata)

Bufonidi

Rospo comune (Bufo bufo)

Ranidi

Rana dalmatina (Rana dalmatina)

Rana greca (Rana graeca)

Rana verde (Rana esculenta)

Ilidi

Raganella (Hyla arborea)

 

RETTILI

Cheloni

Emididi

Tartaruga palustre (Emys orbicularis)

Testudinati

Testudinidi

Testuggine comune (Testudo hermanni)

Squamati

Sauri

Geconidi

 

Tarantola muraiola ( Tarentula mauritanica)

Geco verrucoso (Emydactilus torcicus)

Anguidi

Orbettino (Anguis fragilis)

Luscengola (Chalcides chalcides)

Lacertidi

Ramarro (Lacerta viridis)

Lucertola muraiola ( Podarcis muralis)

Lucertola comune (Podarcis sicula

Ofidi

Colubridi

Biacco (Coluber viridiflavus)

Cervone (Elaphe quatorlineata) – non più individuato dalla fine degli anni 70

Colubro d’Esculapio (Elaphe longissima)

Biscia dal collare (Natrix natrix)

Viperidi

Vipera comune o Aspide (Vipera aspis)


 


 

MAMMIFERI

Insettivori

Erinaceidi

Riccio (Erinaceus europaeus)

Soricidi

Toporagno comune (Sorex araneus)

Toporagno pigmeo (Sorex minutus)

Toporagno d'acqua (Neomys fodiens)

Crocidura rossiccia (Crocidura russula)

Talpa (Talpa romana - Talpa europea)

Chirotteri

Vespertilionidi

Pipistrello del Savi (Pipistrellus savii)

Nottola (Nyctalus noctula)

Orecchione (Plecotus auritus)

Barbastello (Barbastella barbastellus)

Lagomorfi

Leporidi

Lepre europea (Lepus europaeus) per questa specie è difficile stabilire l'autoctonia a causa dei ripopolamenti a scopo venatorio

Roditori

Moscardinidi

Moscardino (Moscardinus avellanarius)

Muridi

Arvicola (Arvicola terrestris)

Campagnolo del Savi (Pitymis savii)

Topo selvatico (Apodemus sylvaticus)

Ratto nero (Rattus rattus)

Ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus)

Topolino delle case (Mus musculus)

Istricidi

Istrice (Hystrix cristata)

Miocastoridi

Nutria (Myocastor coipus) specie naturalizzata

Carnivori

Canidi

Volpe comune (Vulpes vulpes)

Mustelidi

Faina (Martes foina)

Puzzola (Mustela putorius)

Donnola (Mustela nivalis)

Tasso (Meles meles)

Felidi

Gatto selvatico (Felis sylvestris) specie osservata una sola volta, nel 1983. Probabilmente estinta localmente

Artiodattili

Suiformi

Suidi

Cinghiale (Sus scrofa)

Ruminanti

Cervidi

Daino (Dama dama) presente in numero indeterminato nel fondo chiuso di Catsel di Decima


HOME OIKOS AMBIENTE E NATURA E-MAIL