COMUNICATO STAMPA DELL'OIKOS
5 ottobre 2000

 

 
   

 


INIZIA LA STAGIONE DEI FUNGHI E I ROMANI SONO SENZA IL TESSERINO OBBLIGATORIO: L’OIKOS CHIEDE UNA PROROGA DI UN ANNO E UNA MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE

 

All’inizio sembrava una buona legge, quella emanata dalla Giunta Badaloni per disciplinare la raccolta dei funghi, ma, a due anni dall’emanazione, non è possibile la sua applicazione, almeno a Roma. La legge prevede il rilascio di un tesserino dopo aver seguito un corso obbligatorio presso un’associazione ambientalista o una ASL, ma, essendo senza copertura finanziaria, i costi dei corsi devono essere sopportati dagli aspiranti raccoglitori e, inoltre, non è stata fatta alcuna campagna di pubblicizzazione adeguata. Il risultato è che in una città come Roma le decine di migliaia di appassionati non potrebbero in alcun modo aver la possibilità di frequentare i corsi, o perché hanno saputo in ritardo delle nuove norme, o perché le strutture che dovrebbero fornire i corsi sono impreparate a reggere la mole di domande "Da alcune settimane - commenta Enzo Minissi, presidente dell’Oikos - arrivano decine di domande presso la nostra associazione che è stata inserita in un elenco che viene distribuito in Provincia. Ma noi non riusciamo ad entrare in contatto con gli uffici che ci dovrebbero spiegare le modalità di rilascio dei tesserini al termine dei corsi, e comunque, non possiamo in alcun modo rispondere all’eccesso di domande. Oltretutto non riteniamo che un corso accelerato possa garantire di evitare avvelenamenti: si sa che chi resta avvelenato è sempre il raccoglitore occasionale, che ignora totalmente la normativa" Il passaggio di competenze nell’applicazione della legge, dalle Regioni alle Province, ha ulteriormente complicato la faccenda. "Tutta la legge, da noi inizialmente apprezzata - commenta Alfonso D’Ippolito - segretario dell’Oikos - sembra più che altro favorire le associazioni che di fatto, hanno la possibilità di imporre il prezzo che desiderano per ammettere la gente ai loro corsi. Una strana commistione di obblighi pubblici e profitti privati dalla quale prendiamo decisamente le distanze."

L’Oikos chiede quindi al presidente della Provincia di Roma di prorogare ancora per un anno l’obbligo del tesserino, pur mantenendo le altre norme che vincolano la raccolta dei funghi a precise disposizioni, e alla Regione Lazio di modificare la legge in maniera tale da renderla applicabile.

Chiunque, infatti, venisse oggi multato per non essere in possesso del tesserino, avrebbe gioco facile, in sede giudiziaria, nel dimostrare l’impossibilità di venirne in possesso per la mancanza di strutture sufficienti ad offrire il corso di formazione richiesto. Questo non farebbe che aumentare la confusione e l’indisciplina nella raccolta, aggravando ulteriormente la già critica situazione delle specie fungine del Lazio, molte delle quali prossime all’estinzione.

 

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