AGENZIA DI PROTEZIONE CIVILE: ADDIO !!!

 

   
 

 

 


Altro colpo di scena nella storia della Protezione Civile Italiana .
L'Agenzia di Protezione civile, che tanto cara sembrava essere al Governo D'Alema della Missione Arcobaleno, non esiste più. Con un decreto legge, approvato il 7 settembre 2001 dal Consiglio dei ministri, tutte le competenze in materia tornano sotto la responsabilità della Presidenza del Consigli dei Ministri. L'Agenzia scompare da tutti i provvedimenti che ne portano il riferimento. In un comunicato diffuso lo stesso giorno da Palazzo Chigi si legge che è " obiettivo principale del Governo quello di eliminare ogni pericolosa frammentazione di competenze, attribuendo al Consiglio dei Ministri un ruolo di centralità" .
Il decreto varato dal Governo si compone da sette articoli ma non annuncia alcuna rivoluzione operativa. Lo ''schema organizzativo" - cita testualmente il dispositivo - è ''assolutamente analogo a quello preesistente". Sul piano formale è un ritorno al passato. Nel giugno scorso la Corte dei Conti aveva bocciato lo Statuto di quell'organismo istituito nel 1999 ma (di fatto) rimasto tutto sulla carta. L'Agenzia di protezione civile avrebbe dovuto assorbire il Dipartimento della protezione civile, il servizio sismico nazionale, nonché la direzione generale della protezione civile. I giudici contabili avevano giudicato inammissibile la veste legislativa scelta per lo statuto della Agenzia (che , peraltro era stato pubblicato anche sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 19.05.01). Si trattava di un decreto del ministero dell'Interno. Avrebbe dovuto essere, invece, un regolamento, emanato come decreto del Presidente della Repubblica, registrato dalla Corte dei Conti e corredato dall'approvazione del Consiglio dei Ministri e del Consiglio di Stato (così come si era verificato nel caso del regolamento della nuova disciplina per la partecipazione del volontariato alle attività di protezione civile). L'ufficio legislativo del Viminale, aveva cercato di correre ai ripari, mandando alla Corte dei Conti una nota in cui spiegava che la soluzione adottata avrebbe un fondamento nel Dlgs n. 300 del 1999, che aveva istituito, oltre a quella della protezione civile, anche le Agenzie fiscali.
Il decreto legge del Governo del 7.09.2001 getta, comunque, un decisivo colpo di spugna su tutta l'ingarbugliata vicenda così come pone fine alle contraddizioni degli ultimi tempi. Da un lato c'era un apparato decisionale (l'agenzia di protezione civile) senza una struttura operativa alla base, dall'altro una struttura operativa ancora efficiente (il Dipartimento di protezione civile) che sulla carta non avrebbe dovuto più esistere.
Una confusione di ruoli che di certo non aveva facilitato l'operatività in condizioni di emergenza. Ne sanno qualcosa, tanto per citare un caso, i cittadini di Soverato vittime dell'alluvione del settembre 2000. L'agenzia nazionale di protezione civile aveva, comunque, gestito negli ultimi anni un numero incredibile di risorse alimentando sospetti nei cittadini e indagini da parte della Magistratura. Quella relativa alla Missione Arcobaleno , tutto sommato, è solo quella più clamorosa, che chiama in causa una malagestione che ha riguardato diversi aspetti delle attività di soccorso. A tale malagestione chi opera sul territorio, organizza e condivide esperienze di volontariato, da tempo vuole dire addio . E conta di farlo in maniera definitiva.

 

IL TESTO COMPLETO DEL DECRETO CHE SCIOGLIE L’AGENZIA NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE

 

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