SALVIAMO IL PARCO

- in difesa del parco di Spinaceto -

 

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La posizione di Oikos

1-     Il Parco campagna di Spinacelo è il primo esempio, a Roma, di un intervento urbanistico che riduca gli impatti negativi del tessuto urbano sull’Agro Romano. Non bisogna dimenticare che esso rappresenta il diaframma che, non solo separa il quartiere da una strada ad intenso scorrimento come la Via Pontina, ma che anche costituisce la linea di confine con la Riserva Naturale di Decima Malafede. Trasformare un Parco Campagna in un’area sportiva attrezzata costituisce uno stravolgimento storico della pianificazione della Città e rappresenta quindi, tra le altre cose, un vergognoso atto contro la cultura della vivibilità e della sostenibilità dello sviluppo urbano.  E’ sconvolgente che, tra i sostenitori dello scempio compaia Mario Di Carlo, che oltre essere assessore alla mobilità urbana del Comune di Roma, è stato per anni presidente di Legambiente del Lazio.   

 

2-     All’interno del Parco Campagna sono state individuate aree della vegetazione originaria  superstite dell’agro romano, tra cui imponenti esemplari di sughera e fico selvatico. E’inoltre presente in un’area ristretta una popolazione di Sternbergia lutea, pianta protetta dalle vigenti normative sulla flora spontanea.

 
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3-     Nel quadro di valorizzazione delle caratteristiche naturali del Parco, l’Oikos, da dieci anni, ha avviato attività di ripristino della vegetazione spontanea, con rimboschimenti e interventi di manutenzione effettuati a proprie spese.

        

 

4-     Il progetto non può assolutamente rientrare nel piano dei cosiddetti ‘Punti Verdi Qualità’ così come sbandierato dai suoi ideatori in quanto, ben lungi da rappresentare un intervento diretto alla riqualificazione e alla fruibilità del verde urbano, rappresenta, di fatto, la cessione di un’area destinata a verde pubblico ad una società  sportiva privata.

 

5-     Non è comprensibile, se non nell’ipotesi di voler soddisfare interessi che nulla hanno a che fare con quelli della collettività, quale sia la necessità per una struttura rugbystica di avere annesse ai suoi impianti “una piscina e una pista di pattinaggio su ghiaccio”.

 

6-     L’intera operazione è assai poco chiara, così come è poco chiaro il ruolo della X ripartizione del Comune di Roma, se essa ha realmente trasmesso il progetto al Municipio senza rilevare le già citate incongruenze. Si rammenta, inoltre, che gli impianti sportivi dei quali è previsto l’intervento di ampliamento, sono stati per anni oggetto di vicende giudiziarie per diversi reati contestati ai gestori dell’area. 

 

L’OIKOS SI OPPONE PERTANTO A QUALSIASI INTERVENTO CHE MODIFICHI L’ATTUALE PROPORZIONE TRA IMPIANTI SPORTIVI   E VERDE PUBBLICO. PRESENTERA’ IMMEDIATAMENTE UN ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA AFFINCHE’ VALUTI EVENTUALI REATI DI FALSO E OMISSIONE DEI DOVUTI CONTROLLI NEGLI ATTI PUBBLICI EVENTUALMENTE GIA’ COMPIUTI. UTILIZZERA’ OGNI STRUMENTO LEGISLATIVO PER IMPEDIRE LA PURCHE’ MINIMA OFFESA ALLA FLORA PRESENTE. DENUNCERA’ ALLA PUBBLICA OPINIONE I PERSONAGGI E LE FORZE POLITICHE CHE APPOGGERANNO, IN MANIERA PALESE O OCCULTA, LO SCEMPIO ANNUNCIATO.    

 

Intervento del presidente dell'Oikos: I nemici della democrazia e del confronto civile

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